BENIAMINO
Alberto Cesa

Vi canterò la storia di un uomo e di un violino
e di una notte di tanti anni fa
di un vecchio triste e solo di nome Beniamino
quella notte lui era allegro dopo quanto chi lo sa

Tra i muri lunghi e bianchi di quella piccola città
gli avevano rubato in un giorno ormai lontano
la musica i suoi sogni i ricordi di ogni età
e lui se ne moriva in silenzio piano piano

Non più le notti in giro con la luna
in giro col violino a incantare l'oscurità
giullare e musicante che suonava alla fortuna
anche di chi poi glie la ucciderà

Troppo diverso quel mondo fra le mani
quel pezzo di legno quel pezzo di libertà
per gente che sa pensare soltanto al suo domani
e che alle altre voci ascolto non da

Dieci anni eran passati nel ricordo neanche un'ora
da quell'agguato folle tra la rabbia e la paura
tra quei pezzi di legno sbattuti sul selciato
tra i suoni ancor nell'aria che gli avevan soffocato

Ma quella sera unica e un po' strana
lui ci guardava con gli occhi di un bambino
e nel suo cuore la musica volava
libera e dolce come il suo destino

Ci allungò un braccio e ci bastò un sorriso
e mani grandi si strinsero al violino
e il suono antico riaccarezzava il viso
il viso allegro del nostro Beniamino

Anche le stelle danzavano nel cielo
tra quelle note troppo tempo imprigionate
che riprendevano di nuovo a volare
in quella notte magica d'estate

La luna amica compagna d'avventura
da quella notte non lo volle più lasciare
lo portò via perché senza paura
restasse sempre con lei lassù a suonare


disco FOGLI VOLANTI

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Martedì 7 Dicembre 2021